IV

 

 

NON SIAMO QUELLO CHE VEDIAMO

 

 

 

 

 

 

 

“Siamo arrivati senza sapere come, dove, perché in una buia dimensione apparentemente costituita da uno spazio materiale, che, nonostante una coerenza e una solidità facili da credere, si comporta come una realtà che cerca costantemente di ingannarci, di nascondersi, di non servirci una soluzione facile e definitiva che ci rassicuri riguardo a una presunta corrispondenza tra l’essere delle cose e la percezione che delle stesse ricaviamo attraverso l’indagine dei sensi”.

Elian procedeva con passo sicuro e senza ostacoli. Non sapeva bene da dove gli venissero quei pensieri, ma gli parve che il vento gli accarezzasse i capelli e bisbigliasse così: «Nel mondo e in noi stessi ci sono un’infinità di cose che in realtà sono diverse da come le vediamo; ne sono prova le sorprendenti scoperte compiute nel corso della storia che hanno sfatato numerose false credenze, continuando costantemente a sorprendere l’umanità, e che sono nate dall’unione della scienza e del metodo sperimentale con l’indagine fiera e meticolosa dei meccanismi che governano ogni cosa. Disponiamo di un’infinità di eventi, di aneddoti e di approfondite ricerche che ci dimostrano come realtà apparentemente semplici, distanti o misteriose abbiano una natura diametralmente opposta a quella che fino a quel momento si era riconosciuta in loro. Le rivelazioni scientifiche ci hanno indirettamente insegnato che, al di là di una visione superficiale di noi stessi e delle cose, ci è data la possibilità di guardare davvero e, così facendo, di riconoscere all’intuito umano la capacità di aprirsi a una comprensione che va oltre il ragionamento razionale. Costa fatica non accontentarsi di un fuorviante vedere, fermo alla superficie delle cose; lo sanno bene molti scienziati che hanno dedicato la vita alla ricerca di una visione più profonda e che, con il loro insegnamento, hanno aperto gli occhi a tutti gli uomini che ho visto passare finora, spronandoli a guardare il cielo e a rinunciare alla centralità che fino a quel momento l’uomo aveva assegnato, con arroganza, a se stesso».

Perfino il vento parlava ad Elian e lui, tranquillo, lo ascoltava e camminava.

 «Questi uomini si sono impegnati nella ricerca della conoscenza, anche se la verità assoluta è un valore ancora irraggiungibile per la scienza attuale. Pensando ai problemi generati dalle paure imposte dalle religioni, i rischi e le difficoltà per arrivare ad un principio di conoscenza sembravano destinati a non avere fine; poi la sete di sapere riuscì a convincere e a persuadere anche i più ottusi dell’esistenza del moto terrestre, riconoscendo il nostro pianeta non più come il punto centrale e fisso dell’universo, ma come corpo partecipe di un sistema cosmico in costante movimento».

Tutto a un tratto il ragazzo prese a rispondere al vento: «Già, se qualcuno non ci avesse spinto a sconfiggere e a mettere da parte i nostri pregiudizi, saremmo ancora intestarditi nella nostra intimorita cecità. Immaginate quanto ci sarebbe potuto sembrare strano, un tempo, anche solo pensare che il nostro corpo è composto in gran parte di acqua. Cosa avevamo a che fare con il mare, con i fiumi, con la pioggia? Dov’è la connessione con le onde e le correnti in noi? E meno che mai ci si poteva immaginare simili, o meglio, composti della stessa materia di cui è fatto il vapore. L’uomo è fatto di carne e ossa! Avremmo asserito tutti in coro, guardando con fastidio chi mai avesse osato contraddirci. Invece la scienza ci ha riavvicinati alla nostra vera natura: è stato dimostrato che è all’acqua che dobbiamo la vita; che in essa siamo immersi nel grembo materno, prima della nascita; che l’acqua è la base di ciò che siamo, materia indispensabile per il nostro corpo. L’elemento che ci dà la vita, vivo in sé come le onde del mare, si presenta non solo in forma liquida, ma anche allo stato solido e gassoso.

In un remoto passato nessuno ci avrebbe creduto, ma ora che la capacità dell’acqua di presentarsi in più stati è scientificamente provata, ora che la sua composizione, così simile negli elementi a quella dell’aria, è stata dimostrata, pare a noi tutti cosa ovvia, non più inverosimile come quando la scienza lo ignorava. E la vita intelligente sarà davvero soltanto simile a noi, così come la conosciamo? Con quale arroganza possiamo escludere che anche nel nostro sistema solare ci possano essere forme di vita senzienti simili o superiori a noi, soltanto perché non rispettano i nostri parametri di comprensibilità? Tutto nasce dall’energia, noi siamo energia come ogni cosa che esiste nell’universo: l’energia stessa è vita, ma che dal nostro punto di vista sembra soggetta a leggi fisiche restrittive perché in apparenza non ha il libero arbitrio che abbiamo noi qui, ma che in realtà potrebbe essere più evoluta e più felice di noi in altre dimensioni superiori.

Ci attendono ancora innumerevoli e inimmaginabili realtà da scoprire, eppure le persone continuano a confidare solamente in quello che vedono, pur sapendo che la scienza ha stabilito che solo i dettagli superficiali di ciò che percepiamo sollecitano il cervello in modo prestabilito, concorrendo a una rappresentazione solo parziale della realtà. Tutti gli esempi della storia sembrano non essere sufficienti a smorzare la nostra insana voglia di semplificare e banalizzare la realtà: nella vita di tutti i giorni non facciamo che accontentarci di una lettura superficiale delle cose e delle persone. Vediamo, diamo un’occhiata alla vita, ma non la guardiamo mai con la dovuta attenzione.

Cerchino pure i grandi luminari di raccontarci qualcosa di diverso, di ragguagliarci in merito alla fisiologica incapacità del cervello di percepire, a primo impatto, anche le profonde realtà delle cose, a cominciare dagli atomi e dalle cellule che compongono il nostro stesso corpo: veri universi dentro il nostro infinito. Siamo così pressappochisti da dare ascolto con altrettanta leggerezza anche a chi cerca di aprirci gli occhi, di farci valicare l’angusto orizzonte dei nostri limiti.

Ovviamente non è possibile fidarsi nemmeno di ciò che non si vede, ma se si parte dal presupposto che a ciò che è apparente corrisponde solo un aspetto di ciò che è reale, dobbiamo concludere che se vogliamo approfondire la verità, dobbiamo cogliere le nostre percezioni intuitive ed essere vigili nell’ascolto delle sensazioni profonde. Lo strumento più semplice, di cui l’uomo dispone per la conoscenza della realtà che lo circonda, è legato alla corporeità e consiste nell’uso dei sensi, che sono senz’altro parte indispensabile del nostro essere. Si incorre però spesso nell’errore di lasciarci ingannare da sensazioni e stimoli esterni, rinunciando ad approfondire il sentire interiore e relegandoci al ruolo di servi dell’Ego e della razionalità. Sicuramente questo tipo di conoscenza, che si potrebbe definire istantanea, garantisce la sopravvivenza dell’uomo, la difesa della sfera legata alla materialità, di quella parte di noi così presente eppure così insufficiente a renderci degni del nome di “uomini”. Ma è pur vero che queste sensazioni, fatte di immagini, suoni, odori, contatti e sapori, generano dei pregiudizi che inducono spesso le persone a rapportarsi verso gli altri e verso sé stessi in modo scorretto».

«Certamente i vostri sensi si sono sviluppati perché potessero garantire all’essere umano la sopravvivenza e il progresso intesi nel loro senso materialistico, adeguandosi alla natura di questo mondo fisico. Tuttavia si sono rivelati insufficienti per innalzare l’essere umano verso un livello evolutivo superiore; anzi, rispetto a tale prospettiva, possono perfino diventare tanto ingannevoli e limitanti da non consentirvi di superare lo status di animali, sia pure con capacità complesse: disposti come siete a percepire solo le sensazioni esterne, tali sollecitazioni vi inducono a credere di dover affrontare problematiche più gravi e immediate rispetto alle vere urgenze interiori», rispose il vento ed Elian chiedeva a se stesso e al vento: «Come rimediare a tutto questo? Come sfuggire alla tirannia dei sensi, per approfondire finalmente la verità e coglierne i reali valori?»

«C’è una forza superiore che può oltrepassare anche il limite dell’immaginazione e questa immensa energia ognuno di voi la cela nel suo Spirito. Armonizzarsi con tale forza equivale a sacrificare il vostro egoismo per donarvi amore reciprocamente, uniti in un sentimento condiviso di altruismo. Questo significa tendere la mano al prossimo, pensare prevalentemente con la gioia del cuore, anteponendo la ricerca della felicità reciproca prima di doversi arrendere a quegli innati impulsi primitivi, cui bisogna giocoforza ricorrere quando si tratta di difendere la vostra fragile sicurezza da chi potrebbe decidere di continuare a usare un comportamento prepotente.

La prima cosa da fare è provare a rivolgere verso voi stessi i pensieri negativi che vi suggerisce l’Ego continuamente, come se doveste subirli invece che avvantaggiarvene: solo così potrete comprendere meglio i vostri sbagli, convertirli in bene per aprire il cuore agli altri. Dovete essere consapevoli che bisognerebbe sempre privilegiare il bene degli altri e anteporlo al semplice vantaggio individuale, malgrado i vostri cinque sensi vi vogliano convincere del contrario. Il male non si può eliminare e, perciò, lo si deve usare come strumento a favore dello scopo finale, ossia armonizzare nell’equilibrio universale il vostro Spirito con il vostro corpo, e vivere insieme a tutti, cominciando da coloro che vogliono seguire questa forza infinita e che si può raggiungere soltanto con l’esperienza terrena.

State attraversando un’epoca di transizione spirituale che sarà decisiva per il futuro dell’umanità. Non importa scoprire quale teoria scientifica sia quella vera: tutto si modifica e si rigenera nell’immenso cerchio dell’esistenza. Anche l’ipotesi apparentemente più catastrofica come la fine del mondo, potrebbe portare a realtà di gran lunga migliori di questa; ma potrà accadere realmente solo se ci arriverete con il vostro Spirito allenato nel modo vincente che avrete intuito in fondo al cuore».

Elian si lasciava trasportare e rispondeva come sentiva a quella conversazione con il vento e perché no? In fondo non era forse il vento testimone di molte vicende presenti e passate dell’umanità? Quante lacrime aveva asciugato, soffiando fino ad oggi e di quante persone aveva ascoltato le grida di gioia o di dolore? E quante risate e canzoni di bimbi aveva udito, lui, il vento, frusciando tra le foglie gialle di una quercia o soffiando forte? Così, dopo averlo udito, gli confidò i suoi pensieri: «Le apparenze, però, ci portano a non credere di avere uno Spirito e questo, in linea di massima, potrebbe anche essere vero, perché ogni teoria è possibile in campo ipotetico. Ma prima di arrenderci all’idea di essere in balìa di un mondo ingannevole, dobbiamo almeno trovare il coraggio di guardarci dentro davvero, scavando con costanza. Solo allora, inevitabilmente accadrà di sentire la nostra Anima pura. Sarebbe un vero peccato rinunciare a una possibile evoluzione spirituale, preferendo rifugiarsi in una tranquilla e sicura strada senza uscita, che è dove convogliano le conclusioni razionali. In fondo, non esiste nessuna strada conosciuta: nemmeno tutte le teorie che riconoscono l’inizio e la fine di ogni cosa nel nulla sono mai state verificate, essendo anch’esse null’altro che ipotesi che non hanno un fondamento certo».

Il vento riprese a soffiare, ora più forte di prima: «Dunque, dovete darvi da fare, perché l’amore assoluto risiede nell’altruismo. Cominciate a ripulirvi dall’egoismo, dall’indifferenza e dalla rassegnazione. Contemplate quanto può essere immensa la gloria dell’uomo. Tutto questo dipende soltanto dalla vostra volontà e da nessun altro.

Ciò che non si vede va ricercato con l’intuizione e il sentimento, con quelle sensazioni la cui gamma va dalle percezioni più epidermiche a quelle più profonde. Se una persona vuole davvero migliorare sé stessa e di conseguenza anche il mondo, deve servirsi delle sue sensazioni superficiali unicamente per ciò cui sono adatte, tralasciando di considerarle l’esclusivo metro di giudizio del reale, soltanto perché danno l’impressione temporanea di rappresentare tutti gli aspetti della realtà e di contribuire a migliorare il livello di benessere psicofisico. Basterebbe non confondere i due mondi: servirsi degli stimoli superficiali per un primo livello di conoscenza vitale e poi perseguire il profondo scopo esistenziale attraverso l’intuizione del cuore. Per avvicinare l’universo e l’umanità tutta, godendone a pieno, dovete imparare a vedere e udire con occhi e orecchie e, insieme, a guardare e ascoltare, che sono competenze del cuore. Perché è con il cuore che si comprendono il mondo e la vita reale nella loro totalità, oltre l’inganno dell’apparenza».

Il ragazzo continuava a camminare, cullato dal vento e si era quasi dimenticato del perché fosse lì. Ma, in quel momento, non desiderava ricordarsene, voleva solo continuare a parlare col vento e così tese l’orecchio per sentire ancora il suo fruscio.

«Entrando nelle biblioteche o nelle librerie, si respira forte l’odore di sapienza umana, tanto intenso che una persona giovane e ingenua come te, rimane impotente davanti all’enormità di cose che non conosce».

«È una cosa grave lo so. È quello che ho capito dal giorno in cui mi sono svegliato ed ho lasciato la mia casa. Voglio porvi rimedio, sono qui per questo, credo. Cosa posso fare per imparare tante cose? Ma proprio tante. Vorrei un sapere grande come il mondo».

«Premesso che è molto improbabile che esista un essere umano che sappia davvero tutto, la tua ignoranza può essere giustificata considerando che la cultura non è sempre sinonimo di bene, ancor prima che d’intelligenza e di personalità, qualità che spingono alla ricerca di tutti quei valori che rendono vero il viaggio di un uomo. Spesso, in realtà, questa rimane molto superficiale e sfoggiata solo come si indossa un bell’abito. Ovviamente la conoscenza è un grandissimo vantaggio, ma come succede per tante altre cose, anche questo è uno strumento molto potente che andrebbe usato prevalentemente per l’evoluzione spirituale di tutti gli abitanti della terra. Paradossalmente, se l’uomo riuscisse a raggiungere la vera conoscenza, quella assoluta, automaticamente l’egoismo cederebbe il posto all’altruismo e questo indica implicitamente che la cultura umana di questo tempo è ancora a un livello relativamente primitivo.

Purtroppo anche in questa epoca è evidente che tanti strumenti potenti siano usati per favorire solo una parte di esseri umani e soltanto in alcune zone ben definite del mondo. Mi rattrista molto dover ammettere che tutta la grande sapienza umana non ha saputo, ma soprattutto non ha voluto, in alcun modo, modificare l’egoismo radicato nelle persone di ogni tempo. Da questo punto di vista, che è il più importante, sono moltissime le persone che, pur non avendo un livello culturale eccelso, hanno la possibilità di realizzare la vera evoluzione spirituale».

«Siamo noi persone normali ad avere quindi le chiavi della semplicità? Noi che non sappiamo usare complicati giri di parole con il vile e inconsapevole fine di ingannare la nostra stessa Anima?»

«E proprio questa mancanza di cultura ha tenuto al riparo il vostro imperfetto e fragile essere dal dover forzatamente distinguere la verità dall’apparenza, il che vi avrebbe portato a compiere tante scelte esistenziali sbagliate. Considerando che siete in un mondo dove oramai troppe persone sono guidate dall’apparenza, è semplice intuire quanto sia arduo il vostro cammino verso la verità. Il bene e il male vi sono inculcati fin dalla nascita secondo criteri che non vi appartengono, perché sono tutti viziati dall’errore iniziale di favorire alcuni a discapito di altri, quell’opportunismo derivato dalla mancanza di consapevolezza che induce molte persone a non credere nella potenziale energia derivata dall’altruismo. Non ha importanza essere i favoriti in questo mondo, il problema fondamentale non è quello di stabilire chi ha più diritti o doveri ma quello di capire il motivo delle disuguaglianze presenti da sempre nell’umanità».

Ed Elian: «È vero, come soffia bene oggi questo vento. Non ci avevo mai riflettuto fino ad ora ma è senz’altro così: siamo talmente abituati a questa situazione che in fondo ci sembra perfino giusto accettarla così, ma se si prova a osservare quello che succede in modo assolutamente neutrale, si vede un mondo che funziona solo a metà. Sotto questo cielo l’apparente bene non è bene. Per esempio si sognano spesso luoghi esotici e favolosi, idealizzati come tali per un mare cristallino e una spiaggia meravigliosa, benessere fino alla noia, moltissime delizie da mangiare e tanti lussi esagerati. È tutto vero da questo punto di vista ma è anche vero che a pochi chilometri da questi luoghi paradisiaci c’è tanta povertà, sofferenza e ci sono dei bambini che, se non muoiono di fame, sono orribilmente sfruttati e violentati. Se consideriamo il tutto, questo scenario diventa più simile all’inferno voluto dalla mente razionale, che al paradiso cercato nei sogni. Vivere nel benessere è davvero esaltante ma se il prezzo da pagare è quello di inquinare il mondo in modo irreversibile e condannare quindi l’umanità all’inevitabile estinzione futura, questo non può essere altro che il trionfo dell’egoismo, sopratutto se si pensa che ne siamo tutti consapevoli complici, attraverso l’indifferenza e la rassegnazione. Eppure nessuno fa niente per cambiare questa situazione: il primo grave sbaglio sta proprio nel dire sempre “nessuno fa niente” invece di ammettere che “nessuno di noi fa niente”. Questa differenza è piccola solo in apparenza poiché in realtà evidenzia con quanta abituale facilità siamo portati a scaricare le colpe sugli altri, pur non sapendo da chi dovrebbero essere risolti i problemi dell’umanità.

È altrettanto vero che se si riuscisse a trovare il modo per dare la possibilità a ognuno di capire come risolvere i problemi del mondo, moltissime persone si attiverebbero con tutta la loro passione per raggiungere questo immenso obiettivo. Il paradosso è che in fondo lo sappiamo tutti come si dovrebbe agire per migliorare le società, nonostante ciò sono poche e isolate le persone che provano a seguire questo percorso perché è un viaggio molto spirituale e poco razionale e di conseguenza non può assicurare le soddisfazioni immediate che danno i risultati tangibili.

Tuttavia, considerando che da quando l’essere umano è apparso sulla terra, nemmeno il percorso dell’Ego e della razionalità ha mai portato a certezze e a soddisfazioni assolute, l’unica scelta valida che percepiamo possibile è quella di incoraggiare le tante persone indecise a coltivare insieme la mente spirituale così da divenire sempre più numerosi nel seguire l’esempio di chi ascolta e osserva prima con la propria Anima. Non è certo facile vivere cercando l’evoluzione spirituale senza essere consapevoli della sua esistenza, con questa realtà tangibile sempre pronta a mettere a dura prova i nostri dubbi. Infatti, ogni volta che leggiamo una bella frase o ascoltiamo una canzone con testi importanti, ci emozioniamo e ci immedesimiamo nella situazione rappresentata dalle parole come se la vivessimo. Cominciamo a pensare, sognando ad occhi aperti, che sarebbe meraviglioso se riuscissimo tutti a comportarci sempre così.

Un attimo dopo però, non esitiamo a tornare alla nostra realtà abituale e accantoniamo quello che abbiamo appena sognato, pronti a recitare la parte che ci siamo ritagliati nella società e con la nostra bella maschera accogliamo le tentazioni cui puntualmente cediamo. Segue il perdono, non è colpa nostra. Apparentemente ci arrendiamo all’evidenza che siamo fatti così e che sia impossibile cambiare da soli in modo radicale. In fin dei conti, ripetiamo a noi stessi, facciamo del nostro meglio per guadagnarci la fetta di benessere terreno che siamo certi, ci spetti di diritto. Infine, affidiamo la risoluzione dei problemi dell’umanità, che sono anche i nostri problemi, a chi riteniamo sia deputato a risolverli, così da riuscire a dedicare il nostro prezioso tempo alla superficialità di amare le cose e le persone che gratificano rispettivamente i nostri bisogni e i nostri sentimenti e che, quindi, ci servono.

Invece, essere capaci di emozionarsi, anche dopo aver ascoltato col cuore belle parole, è la prova che in noi esiste qualcosa d’immenso: è l’Anima che, anche quando sembra languire come brace, si ravviva subito a un soffio d’amore e il fuoco torna a divampare immediatamente. Ogni volta che è il cuore a guidarci, siamo in grado di riconoscere quel nobile brivido che ci percorre: è la scintilla vitale che torna a risplendere, una piccolissima, invisibile, vibrazione d’amore assoluto».

«Nonostante le paure e le scelte egoistiche abbiano costantemente tentato invano di spegnerla, questa vibrazione di luce è la vostra eternità: la connessione che attrae la vostra Essenza verso il tutto. Il limitato tempo terreno vi deve servire per rendere sempre più luminosa quella scintilla, senza mai farvi scoraggiare dalle vostre debolezze. Ecco l’imperfezione dell’uomo: assenza di bene che appare impossibile da colmare. Il paradiso che tanto cercate per tutta la vita in verità si accende in voi. Le dichiarazioni d’amore verso ogni atomo dell’universo vi indicano la via per guardarvi dentro e non occorre aspettare che cambi il mondo per iniziare a contemplare l’amore puro ma, al contrario, il mondo cambierà nella misura esatta in cui sarete voi a scegliere di cambiare con l’immensa potenza della vostra volontà.

Anche quando leggete un bel libro, tante parole vi trasmettono emozioni molto intense perché il cervello le codifica e ne traduce in sensazioni il contenuto; tuttavia, se il testo è in una lingua sconosciuta, voi siete come degli analfabeti che vedono solo dei segni incomprensibili senza riceverne alcuna emozione e alcun insegnamento. Allo stesso modo voi non sapete leggere la vita, che perciò, vi appare come un caos indistinto e sconosciuto. Non sapete decifrare ciò che vi trasmette la vostra Essenza attraverso di essa perché non avete imparato a comprenderla: solo osservando con sguardo spirituale potrete percepirne i segnali, contemplandone emozioni e insegnamenti attraverso la consapevolezza di essere parte dell’assoluto. Non dovete restare immobili e intrappolati in una spirale di passiva rassegnazione. Perché non provate, invece, a vedere le persone e le cose che avete attorno con occhi diversi? Scegliendo l’umiltà di eliminare il dualismo, potete cambiare prospettiva e scoprire una realtà più profonda. Sembra difficile perché non siete abituati a farlo. La prima condizione per riuscirci è cercare con costanza di orientarvi al bene escludendo il male, quindi tentare sempre di far prevalere l’altruismo sull’egoismo: compiendo questo esercizio nei limiti delle vostre capacità, vi preparerete a trasformare ogni scelta occasionale in abituale e col passare del tempo tutto diventerà più chiaro.

Se provaste a vivere ogni giorno come fosse l’unico e riusciste a spenderlo per realizzare il sogno più bello, potreste allora riconoscere la pura serenità di chi sta costruendo un percorso importante tanto da essere un esempio per tutti. Riuscireste finalmente ad abbandonare la paura di perdere quelle false sicurezze che rappresentano l’unica fonte di ricchezza per l’egoista, costretto nella convinzione di poter vivere in eterno questa dimensione fisica», continuò a soffiare il vento, adesso in modo impetuoso.

“Finalmente potremmo provare anche noi l’intensa vibrazione dell’emozione, materializzando in questa realtà quelle belle parole che da sempre restano intrappolate in fondo al cuore. Parole d’amore che tiriamo fuori solo occasionalmente e in modo superficiale, come nelle ricorrenze che crediamo importanti e che dopo saremo nuovamente pronti a riporre e dimenticare ancora”, pensò Elian, dopo aver ascoltato il vento.

“Aspetteremo che sia il destino a decidere per noi e a indicarci se e quando verrà l’attimo eterno, ancora una volta incapaci di comprendere che quel momento è in noi, ora”.